Come affrontare la ricerca di lavoro ai tempi del Coronavirus

Fermarsi? Abbandonare? Continuare?

In questi giorni, diverse persone che seguo in consulenza di carriera mi chiedono come comportarsi nella ricerca di lavoro di fronte all’emergenza in corso. Spesso sono curiosi di sapere anche come si stanno comportando gli altri, per coglierne gli umori e le reazioni.

La realtà è che una risposta più giusta di un’altra non esiste. Sappiamo tutti che gran parte del mercato è in difficoltà, mentre un’altra fetta continua a reggere e un’altra ancora sta conoscendo una crescita esponenziale. Allo stesso modo, ogni candidato che incontro dall’altra parte dello schermo sta reagendo come meglio può: chi decide di sospendere la ricerca per mancanza di fiducia o perchè “non ha la testa” per farlo in questo momento. Chi va avanti comunque perchè la vita non si ferma.

Qualche settimana fa, ho avuto il piacere di conoscere Dario Franzosi, direttore del servizio recruiting di Start Hub Consulting. Ho chiesto a Dario di condividere, dalla sua prospettiva, qualche riflessione in merito alla situazione che stiamo vivendo. Ne è nata una breve ma intensa intervista che sa andare al nocciolo della questione.

Ne ho approfittato per chiedere a Dario anche qualche consiglio, in generale, su come approcciare recruiter e head hunter in fase di ricerca, evitando il ben noto “effetto spam”, ovvero l’invio indiscriminato del proprio curriculum a chiunque abbia scritto nella head line del profilo LinkedIn “Recruiter” o “HR”. E infatti Dario consiglia il networking, una strategia sempre vincente e che mi trova completamente d’accordo.

Dario, dicci qualcosa di te!

Mi chiamo Dario, da circa 10 anni lavoro come consulente nel campo della ricerca e selezione del personale. Dopo gli studi in Psicologia del Lavoro mi sono subito appassionato al mondo del digital marketing. Ho iniziato la mia carriera applicando le strategie di web marketing al mondo dell’orientamento e della ricerca attiva del lavoro e successivamente ho approfondito il mondo del social recruiting. Attualmente sono direttore del servizio recruiting di Start Hub Consulting, mi occupo di servizi di recruiting per aiutare le aziende a trovare e selezionare i protagonisti dell’innovazione digitale e progetto servizi di recruiting process outsourcing e strategie di recruiting digitale per le aziende.

Mi rendo conto che potrebbe sembrare una domanda banale, ma molti non sanno cosa fa un recruiter per davvero, ce lo racconti?

Il lavoro del recruiter è uno di quei lavori che è molto cambiato seguendo il trend dell’innovazione digitale e tecnologica che ha investito il mondo del lavoro. Il nostro obiettivo è aiutare le aziende a trovare e selezionare le figure professionali adatte consentendo agli HR di dedicarsi con maggior profondità al colloquio di selezione. Lavoriamo principalmente tramite i social network e diversi database e progettiamo percorsi di sourcing e selezione che ormai sono diventati quasi totalmente digitali.

L’obiettivo è mirare al reciproco interesse di aziende e candidati dove l’obiettivo dell’azienda è ottenere le migliori competenze e attitudini possibili in rapporto al budget e l’obiettivo del candidato è ottenere la migliore condizione lavorativa possibile, il miglior stipendio, la migliore soddisfazione lavorativa, in poche parole ottenere la miglior qualità di vita possibile.

Come credi che l’emergenza Coronavirus influenzerà l’incrocio fra domanda e offerta di lavoro?

E’ una situazione totalmente nuova e inaspettata per tutti, posso supporre che la ricerca di lavoro andrà a seguire il cambiamento a livello mondiale. La ricerca di personale e la ricerca di lavoro saranno sempre più digitali. I candidati dovranno diventare abili nel padroneggiare le tecnologie per candidarsi on line, conoscere il funzionamento dei social e dei software di recruiting per capire come ottenerne il massimo vantaggio.

Un altro cambiamento che mi aspetto è la maggiore importanza dei valori. La sfida attuale sta mettendo sempre più in risalto i valori delle persone e delle aziende e il valore intrinseco del lavoro. Le persone e soprattutto le nuove generazioni cercheranno sempre di più una comunione di valori con le aziende che a loro volta dovranno imparare a comunicare i valori che le contraddistinguano.

Che consigli daresti a chi, in questo momento, è alla ricerca di un nuovo lavoro?

Sono convinto che ogni crisi possa portare grandi opportunità. Consiglio di approfittate di questo momento per la formazione, in particolare su tecnologie digitali e linguistiche. Le competenze e le opportunità formative sono alla portata di tutti e spesso sono gratuite, basta saperle cercare.

Il mio consiglio è di costruirsi quella che viene detta “Professionalità a T”: specializzarsi su un aspetto della propria professione e allenarsi ad applicare le proprie competenze forti in diversi contesti e settori.

Quale approccio suggerisci per entrare in contatto con un recruiter?

Oggi è facile contattare un recruiter ma il problema è ottenere una risposta. Il recruiter si dedica solitamente ad alcuni progetti di ricerca specifica, è nell’interesse del recruiter conoscere professionisti che possono interessare alle aziende ma purtroppo il tempo è limitato e a volte manca l’opportunità di rispondere a tutti in modo adeguato. Può succedere che in un dato momento non siate “interessanti” per il recruiter perché sta pensando ad altre posizione da ricoprire, mentre 2 settimane dopo potrebbe essere lui ad inseguirvi. Il mio suggerimento è di provare a costruire una relazione più “duratura” con il recruiter. 

Come?

  • Studiare il profilo del recruiter, oggi chi si occupa di ricerca e selezione è sempre più specializzato su determinati settori
  • Evitate lo spam, i messaggi generici non servono a niente.

Un ultimo suggerimento, se conoscete qualche vostro amico o collega che sta cercando una nuova opportunità nel settore di riferimento del recruiter potete mettere in atto una semplice strategia comunicativa: scrivete al recruiter per segnalare il vostro amico/collega e metteteli in contatto tra di loro, in questo modo farete un favore al recruiter che vi sarà “debitore” e non si dimenticherà di voi. E’ una semplice tecnica di vendita usata da tutti i commerciali e vi posso garantire che funziona sempre.

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